Hollywood loves Luca. E Julia Roberts ha indossato quell’amore con manifesta ironia al suo arrivo a Venezia, per la sua prima Mostra del cinema: un divertente cardigan pieno di facce di Luca Guadagnino, che l’ha diretta in After the Hunt – Dopo la caccia, fuori concorso al Lido (dal 16 ottobre al cinema).
Una sorpresa sicuramente gradita, un’affettuosa risposta alla camicia che il regista indossò al festival con la serigrafia di Bernardo Bertolucci (c’entra JW Anderson anche qui?). Il serissimo gioco della moda piace a entrambi, si sa.
Lo script del film è di Nora Garrett, giovane sceneggiatrice esordiente, fresca di laurea alla NYU’s Tisch School of the Arts in Drama.
Si era sparsa voce su quanta buona fosse la scrittura ed era diventato l’oggetto del desiderio per molti filmmaker, ma l’alchimia tra Luca e Nora è stata immediata.
Quel thriller ambientato in un campus universitario che affronta il tema della violenza, delle dinamiche di potere e del privilegio, toccando razzismo e sessismo, si muove in un territorio sfocato che tutti riconosciamo.
Butta lì domande, e Luca Guadagnino con il suo storytelling viscerale adora alzare l’asticella quando si tratta di sfidare lo spettatore con domande difficili, audaci.
Julia Roberts si è innamorata del racconto intricato, della possibilità di entrare sotto la pelle di un ruolo affascinante in modo sinistro, quello della professoressa Alma Imhoff, che deve gestire la richiesta di aiuto di Maggie, studentessa brillante e amatissima che accusa Hank, docente magnetico e grande amico di Alma, di molestie.
C’è un segreto che rischia di venire alla luce, qualcosa di brutto che la professoressa ha fatto da giovane...
«È uno di quei film», dice Roberts, «che scatena dibattiti infiniti all’uscita dalla sala, quelli dove svisceri ogni sfumatura dei personaggi. Ed è questo che rende un film grande».
Il contrasto tra attrice e personaggio funziona perfettamente, come spiega Nora Garrett:
«Julia è una delle persone più “calde”, generose e accoglienti che io conosca mentre Alma è chiusura su tutti i fronti. La combinazione è potente».
Cast dei sogni: Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield, Chloë Sevigny e Michael Stuhlbarg sono i cinque personaggi principali, ognuno col suo universo morale e la sua immagine pubblica da proteggere.
Chi dice la verità?
Come lo status sociale e i pregiudizi condizionano la nostra percezione della realtà?
Quante verità ci possono essere?
«Mi interessava raccontare le relazioni in modo diverso rispetto agli altri miei film», dice il regista, «dalla prospettiva del potere anziché del desiderio... In fondo anche i thriller di Hitchcock alla fine parlano di condizione umana e di come ci relazioniamo tra noi».
E, come il maestro del brivido, Guadagnino ha un talento nel restituire visivamente una storia, curando molto i dettagli nei mondi che ricrea: i suoi film sono esperienze immersive.
Per After the Hunt, in particolare, ha tenuto ben presente una domanda di Hitchcock:
come si fa a imprimere l’ombra del dubbio in ogni inquadratura?
Il resto spetta a voi: il cinema esiste per raccontare storie e questa, come avverte Guadagnino, «vuole trovare una risoluzione nel pubblico dibattito».
Buona caccia.