Il mondo del cinema così come l'ha inventato Enrico Lucherini non esiste più, e oggi non essere tristi è impossibile. Si è spento a Roma Enrico Lucherini il press agent più famoso (e importante) d'Italia, avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 8 agosto. A dare la notizia della scomparsa è stato Gianluca Pignatelli, socio, allievo e amico di Lucherini: "si è spento nella sua casa dei Parioli, circondato dai familiari e dai suoi più cari affetti".

"Se volevi fare il giornalista di cinema ai miei tempi, Enrico Lucherini lo dovevi incontrare, e alla sua sola presenza imparavi tutto quello che ti sarebbe servito" inizia così la mia telefonata con Piera Detassis questa mattina presto. "Tutto ruotava attorno al suo giardino, molto più di una casa, decisamente di più di un ufficio".

Il ricordo di Enrico Lucherini

"È stato un artista Enrico, un creatore, un prestigiatore della burla e insieme maestro del tocco serio, dell'iperbole che creava il mito e noi, pur sapendolo, ci lasciavamo sempre felicemente ingannare. Perché un tocco di follia, qualche intemerata ma soprattutto il gioco e l'ironia erano il suo tocco, sempre intento a creare nuove star, globali e talvolta effimere, per divertirsi, nel suo lettone-divano-ufficio. Enrico Lucherini , scomparso alla soglia del suo 93mo compleanno, è stato il primo grande comunicatore di cinema. "Stress" agent lo chiamavano, ma era ben altro e ci ha precipitati tutti, con libertà e provocazione, nella passione del cinema, senza sopracciglio alzato, onnivori. Lascia un vuoto enorme: Lucherini non ha solo creato il mestiere del press-agent in Italia ma ha fatto letteralmente il cinema italiano, collaborando a decine di film anche con Fellini, Germi, Verdone, Salvatores, i fratelli Vanzina. Lucherini ha inventato lo star system italiano, dal mito di Sophia Loren a quello di Monica Bellucci, facendo dello scoop creativo, del retroscena gustoso e provocatorio un’arte. Rendendo insomma ancora più grande e magica la leggenda del cinema, come in quel sogno notturno che proprio lui si era inventato, Anita Ekberg che fa il bagno nella Fontana di Trevi, in quella “dolce vita” cinematografica che ha abitato sempre da iperbolico affabulatore, con ironia e amore."

Chi era Enrico Lucherini, il press agent delle star

Figlio di un medico, dopo aver frequentato un liceo gesuita e aver tentato senza convinzione gli studi di Medicina, abbandonò l’università per inseguire la sua vera vocazione: il mondo dello spettacolo. Si iscrisse all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico e iniziò come attore, ma fu il suggerimento dell’amica Rossella Falk a indirizzarlo verso la promozione teatrale e cinematografica.

Negli anni Sessanta si impose come maestro della comunicazione, inventando di fatto il ruolo moderno dell’ufficio stampa nel cinema. Abile, spregiudicato, creativo, orchestrava lanci, scoop e strategie mediatiche diventate leggendarie: celebre il rogo dei capelli di Sandra Milo, usato come trovata pubblicitaria. Tra le attrici che contribuì a lanciare figura anche Sophia Loren, che – a suo dire – lo intimidiva con la sua grandezza. Conteso dalle star e temuto dai registi, Lucherini è stato l’artefice di un’epoca in cui il divismo si costruiva a colpi di intuizioni mediatiche geniali.

Nel suo giardino romano costruiva carriere, a volte anche effimere. Di sicuro inventava mondi. Da lui passava il meglio (e il peggio) della promozione cinematografica. Così che ben presto divennero famosi anche i suoi finti scandali, che qualcuno definì "lucherinate", per promuovere le pellicole in uscita.

Sfacciato, sboccato eppure sempre elegantissimo. Indimenticate e indimenticabili per chi l'ha vissuto alcune sue battute taglienti e i soprannomi dati ad attori e attrici. Come sono indimenticati e indimenticabili i fintissimi pronostici che dava dalla sua stanza 135 dell'Excelsior di Venezia durante la Mostra del Cinema e a cui tutti, credevano sempre e comunque.

"Amava il suo mito e lo dimenticava. Oggi raccontare quello che è stato Enrico Lucherini per il cinema è difficile, la sua funzione in un mondo che oggi non esiste più, eppure se è così è proprio grazie a lui - continua Detassis. Per me è stato un creatore, un artista, un comunicatore quando questa parola davvero non esisteva. Un tempo in cui andavi sui set, in cui avevi delle vere esclusive, in cui osservare al lavoro una persona che sapeva tutto faceva la differenza".

Enrico Lucherini non è stato solo un pioniere: è stato un genere a sé, una forza creativa capace di trasformare il dietro le quinte in spettacolo. Ha inventato il mestiere di press agent cinematografico quando ancora non esisteva, mescolando intuito, passione e una sfacciata abilità narrativa. Con lui la promozione diventava arte: creava litigi tra star, faceva esplodere gelosie, montava tragedie e commedie con l’intelligenza scenica di un regista invisibile.

Lo muovevano l’amore autentico per il cinema italiano, la fede nel potere del successo, e il piacere sottile del colpo di teatro. Eppure, dietro ogni invenzione c’era sempre la voglia di far brillare gli altri, di spingerli sotto i riflettori.

Oggi che Lucherini non c’è più, possiamo solo dire che mancherà terribilmente. Al cinema, certo. Ma anche alla vita, che lui trattava sempre come la più affascinante delle fiction.