Una storia eretica, tragica, controversa e in parte dimenticata. Una storia affascinante e inquietante, che sbarca in una Biennale di Venezia 2025 ricchissima di pellicole tratte da eventi realmente accaduti. Nel caso de Il testamento di Ann Lee, musical diretto da Mona Fastvold (e co-sceneggiato da Brady Corbet, con cui la regista ha lavorato per The Brutalist, il film che lo scorso marzo si è guadagnato tre statuette agli Oscar) e con protagonista un'attrice eccezionale com'è Amanda Seyfried, i fatti risalgono al 1700, più precisamente al 29 febbraio 1736, quando a Manchester, in Inghilterra, nacque la Ann Lee che dà il titolo al film.

Chi era Ann Lee, fondatrice della setta degli Shaker

Figlia del fabbro John Lee, di cultura quasi analfabeta, Ann Lee già da adolescente cominciò a lavorare in una filanda. All'età di 22 anni iniziò a partecipare, con grande curiosità, ai revival religiosi dei coniugi Jane e James Wardley, fondatori di un gruppo quacchero denominato Shaking Quakers (quaccheri agitanti), e questo perché durante le loro riunioni religiose accadevano di frequente dei casi di estasi caratterizzati da grande tremori, urla, imitazione del verso degli animali, convulsioni, canti, danze improvvise e glossolalia (la capacità di parlare lingue sconosciute). La giovane Ann Lee divenne un'adepta del gruppo, mentre, in parallelo, metteva su famiglia. Il 5 gennaio 1762, Ann Lee sposò (in un matrimonio che si sa essere stato profondamente infelice) il fabbro Abraham Standerin, dal quale ebbe quattro figli, tutti morti in giovane età e la cui tragica fine influenzò le credenze religiose della donna. Tra il 1770 ed il 1773, Ann Lee fu arrestata per ben tre volte "per disturbo della quiete", per avere interrotto, cioè, il riposo della domenica con una funzione religiosa caratterizzata da balli e urla, e per blasfemia. Il primo arresto avvenne nell'estate 1770, e durante il periodo in prigione Lee elaborò il pensiero che cambiò tutto.

Arrivata alla conclusione che la cacciata dell'uomo dal giardino dell'Eden fosse derivata dal rapporto sessuale fra Adamo ed Eva, Lee trasse la condizione che la libidine sessuale ostacolasse la diffusione del Regno di Cristo in terra, e che, quindi, andava repressa. Questo passaggio sarà fondamentale nella dottrina del culto che da lì a poco avrebbe fondato. Uscita di prigione, Ann Lee presentò le sue idee a James Wardley, che la accolse come "Madre in Cristo e Sposa dell'Agnello", e da qui le rimase per sempre il soprannome di "Mother Ann". Poco dopo, Mother Ann assunse la guida di un nuovo culto basato sulle sue dottrine, ma le ripetute persecuzioni la convinsero ad emigrare nel 1774 in Stati Uniti con nove suoi seguaci, tra cui il marito, il fratello William Lee e la cugina Nancy Lee.

I seguaci di “Mother Ann”, (la chiamavano così, o anche “Mother in spiritual things” o “Ann the Word”) presero il nome di Shaker perché l’espiazione del peccato avveniva attraverso danze e canti energici che si consumavano in ampie stanze perimetrate dai loro celebri appendiabiti in legno. La rinuncia alle esperienze carnali era insindacabile. Ann Lee rifiutava categoricamente ogni relazione fisica. A New York, Abraham Standerin e Ann Lee divorziano, e nel settembre 1776 il gruppo si trasferì a Niskeyuna, una località disabitata, oggi la cittadina di Watervliet, vicino ad Albany nello stato di New York.

Shaker: una storia di religione e di design

È qui che la storia della comunità religiosa diventa anche, in qualche modo, una storia di design. Siamo all’alba della seconda rivoluzione industriale. Seguendo i princìpi di honesty, utility, semplicity, gli Shaker fabbricavano mobili per abitare spazi puri ed essenziali. Ma li vendevano anche. La comunità che ambiva a “stabilire il regno di Dio sulla terra” viveva tra quelle danze, coi guadagni dei loro mobili autoprodotti, senza sesso e rispettando una totale e reale parità di genere. Nonostante l'intensa attività di proselitismo, fu solo nel 1780, anche grazie ad un revival religioso battista, che gli Shakers poterono fondare la loro seconda colonia a New Lebanon, sempre nello stato di New York. Ma nello stesso anno, in piena guerra d'indipendenza americana, molti adepti furono arrestati, compresa la stessa Mother Ann, con l'accusa di aiutare gli inglesi. Del resto l'origine britannica e una spiccata propensione al pacifismo, non li faceva certo apparire in buona luce agli occhi degli americani.

Dopo il loro rilascio gli Shakers si impegnarono in una missione, dal 1781 al 1783, per convertire più adepti possibili negli stati del Massachusetts, Connecticut e New York, ma dovettero anche subire terribili atti di intolleranza, come episodi di fustigazioni e lapidazioni da parte di facinorosi, che non gradivano il loro stile di vita basato sul celibato assoluto e su caotiche e rumorosissime riunioni religiose. Alla fine del viaggio, nel settembre 1783, il numero degli adepti aveva raggiunto le 1.000 unità, ma solo un anno dopo, debilitata da una vita di sacrifici e maltrattamenti e provata per la morte dell'adorato fratello William, avvenuta nel luglio 1784, Ann Lee morì a Niskeyuna, l'8 settembre 1784, a soli 48 anni.

Il cast de Il Testamento di Ann Lee

Nel cast del musical che verrà presentato al festival questo agosto, oltre ad Amanda Seyfried, che interpreta Ann Lee, ci sono Thomasin McKenzie, Lewis Pullman, Christopher Abbott, Tim Blake Nelson, Stacy Martin, e Matthew Beard. Il film, come The Brutalist, è stato girato in pellicola da 70 mm.

Nota a margine: al Vitra Design Museum di Basilea, è ancora in corso (fino al 28 settembre) la mostra “The Shakers: A World in the Making”, allestita da Formafantasma.