Si subodorava a bordo della pedana per l’Autunno Inverno 2025 2026. Very Versace. Per il carattere – glamour, potente, sfacciato –, per i ganci alla storia della Medusa, tra i costumi per il balletto progettati da Gianni, tra le imbottiture che ricordavano quelle della linea Home e delle sue mitologiche ADV con lo sguardo di Avedon posato su Claudia Schiffer e Nadja Auermann, tra i riccioli barocchi e le stampe graffianti di un DNA che ha fatto epoca. Si sentiva, dicevamo, che tirava aria d’addio, corroborata dalle voci insistenti delle pagine di business su quell’acquisizione (im)possibile e poi avvenuta.
E così, dopo 27 anni, lo scorso marzo è arrivata la conferma dell’abbandono di Donatella Versace alla guida creativa della sua maison eppure, nonostante la forza dirompente ed evocativa di quello show che inanellava uno dopo l’altro i codici culturali della griffe, da quella bionda tanto petite quanto astuta, si attendeva la sortita con coup de thêatre. Che non poteva che arrivare così, con una schiera di super top di ieri e di oggi cristallizzate dall’obiettivo di Mert & Marcus.
Ci sono (quasi) tutte nell’ADV Versace che mostra la collezione per la prossima stagione fredda: Claudia Schiffer e Kate Moss, Amber Valletta e Kristen McMenamy, Natasha Poly e Saskia de Brauw, Liu Wen e Mica Argañaraz, e ancora Anok Yai, Mila Van Eeten e Jacqui Hooper. Undici sguardi che fissano la camera tra il seduttivo e il risoluto, per undici muse catturate nelle pieghe di una moda graffiante che non necessita di presentazioni. Un baby-doll predace, un duvet couture, un pull ribelle e metallico, un LBD sfacciato e scintillante, una tuta rococò.
“Non si tratta solo degli abiti, ma dello spirito che si respira sul set – racconta la voce fuori campo di Donatella nel video di campagna, una melodia dolce e un filtro screziato dall’allure vintage –. Queste immagini sono state create con l'anima, con l'amicizia. Versace è una comunità di persone che guardano al futuro, progettando l’amore. Ogni collezione è una storia, e questa è la storia di Versace, e sono sempre pronta per il prossimo capitolo”.
Il suo, Donatella, l’ha già scritto, proprio a partire da quando, negli anni Novanta, convinse il fratello ad “impollinare in modo incrociato” le passerelle e le redazioni, con la complicità di Richard Avedon che da anni mandava alle stampe réclame carnali e scandalose al limite del lecito. Poiché è a questa coppia di partner in crime cui si deve il meticciato tra pedane e riviste, con le top a diventare super top, libere definitivamente della sola etichetta di manichini ambulanti. “Abbiamo dovuto insistere parecchio per convincere Gianni – avrebbe poi ricordato Donatella –. Il guaio era che non sfilavano come le indossatrici e tutti pensavano che questo fosse un grosso problema. In realtà le nuove modelle hanno cambiato la moda portando in passerella la loro forza, il loro carisma e le loro eccezionali personalità”.
L’apogeo, ossia il momento che cementificò le valchirie Versace nell’immaginario comune si ebbe durante il défilé dell’Autunno Inverno 1991 1992. Il The Guardian lo definì come “il momento storico che introdusse nella cultura popolare la nozione di top model da 10mila sterline al giorno, riaffermando il nome di Versace come sinonimo di eccesso”, mentre l’Observer al dispiegamento di quelle Cindy, Naomi, Claudia e Christy dai cognomi superflui, che sfilarono sulle note di Freedom! ‘90 di George Michael tra gonnelline a pieghe e cuissardes, tra jeans fitti di icone bizantine e abiti foulard dalle stampe rococò, appellò Versace come “il Bon Jovi della moda”.
Oggi (parte) di quelle divinità torna per l’ultimo atto di Donatella, chiudendo il cerchio di un’intuizione che si è fatta costume, in un omaggio a un passato estetico che quella piccola, grande donna dalla chioma ossigenata non ha mai tradito, riattivandolo costantemente, stagione dopo stagione. Come in questa campagna che, dice lei, trasmette un “messaggio di divertimento, amore e speranza”. Del resto, il mantra Versace, quello è, invariato dalle origini: “Siate voi stessi. Abbiate fiducia in chi siete. Infrangete le regole”.