Sirenette da défilé. Tra spume di georgette come onde ad infrangersi sul corpo, manti cangianti di paillettes che sono luce a riverberare sull’acqua e grappoli di conchiglie ciondolanti a pendere dai lobi. Porte-bonheur per tempi bui? Vezzi femminili dal gusto botticelliano? Chissà, ma sta di fatto che la moda, a Parigi, subisce il fascino del mare e texturizza silhouette di madreperla, imbelletta di lussureggianti coralli, cataloga perle e gusci variopinti in un portagioie da regina degli abissi. La suggestione è d’altronde affaire da storia del costume: Marcel Rochas concepì il Mermaid Dress nel 1930, base spumeggiante per un totem di eleganza, poi cristallizzato nell’immaginario collettivo dalla lente di Irving Penn posata su Lisa Fonssagrives, mentre Elsa Schiaparelli – nel 1937 e in combutta con Salvador Dalí che per i mondi sommersi aveva un debole – confezionò il celebre abito aragosta, questa volta reso immortale dalla macchina di Cecil Beaton che catturò Wallis Simpson con la toilette in questione, nel giardino del castello di Condé. Monsieur Valentino disseminò poi di coralli rossi tuniche in satin con cui abbigliò (tra le altre) Ivana Bastianello e Yves Saint Laurent, nel 1983, ideò il Sardine Dress; un fitto mosaico di paillettes iridescenti come scaglie di pesce, poi manto subacqueo per Jerry Hall sulle pagine di Vogue. Imprescindibile la citazione ai lavori marini di Gianni Versace che nella collezione della Primavera Estate del 1992, congiunse barocco e rococò a conchiglie, stelle e meduse stampate su one piece o slip dress poi divenuti leggendari, o a quelli di Alexander McQueen che in Plato’s Atlantis profetizzò il futuro, tracciando un illusorio ponte all’isola descritta da Platone, popolata di creature che dalla terra, si inabissavano via via nelle profondità dell’oceano.

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Daniele Oberrauch
Roberto Cavalli Primavera Estate 2025

Insomma; l’immaginario marino affascina, ieri come oggi, Parigi come Milano, se è vero che già il défilé allestito da Fausto Puglisi per Roberto Cavalli, dall’emblematico titolo di Views from Zancle, omaggiava la Messina del direttore creativo, tra reti da pesca e corde da marinaio, nonché vivide e agitate acque traslate dallo Stretto su abiti a sirena da dea del Mediterraneo. Sotto la Torre Eiffel, è nella passerella bohémienne di Chloé che tra pizzi e trasparenze, ritrovati bloomers e mussoline, stampe floreali del Karl Lagerfeld del tempo che fu e lingerie indossata con grande nonchalance, si trova un carosello pelagico che ha l’obiettivo di rinforzare quelle leggerezza giovanile e spiccatamente estiva già espressa dall’intero corpus di abiti che sfila in pedana.

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Alessandro Viero
Chloé Primavera Estate 2025

La designer Chemena Kamali usa volontariamente una debole palette di tinte che appaiono come sbiadite dal sole, quasi la romantica jeune fille avesse indugiato troppo sulle spiagge di Saint Tropez, persa a raccogliere quelle multiformi conchiglie poi diventate parte del suo guardaroba: in guisa di borsette dorate e crochet, o nell’aspetto di collane e orecchini da queen of the seaside, in un’ode abbastanza letterale alle gioie della bella stagione. Più sottili, sono invece le suggestioni oceaniche di Niccolò Pasqualetti che chiarisce il marino fil rouge di collezione già a partire dai seat per gli ospiti dello show: una conchiglia di gesso creata appositamente per l’occasione e profumata grazie ad una speciale collaborazione con Vilhelm Parfumerie.

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Salvatore Dragone
Niccolò Pasqualetti Primavera Estate 2025

Onda su onda (di georgette) il tema è sviscerato in passerella su inconsistenti abiti in voile cesellati di ruches a rammentare della spuma del mare ad infrangersi sul bagnasciuga, attraverso sfrangiati gilet che ricordano le filamentose anemoni di mare, o per mezzo di texture fitte di macro-paillettes luccicanti come i raggi del sole a specchiarsi sull’acqua. Una modella stringe nella mano una catena ciondolante di conchiglie che d’altronde è gioiello degli abissi dal forte significato simbolico e, dalla mitologia greca e romana in poi, segno di forza, prosperità e rinascita.

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Loewe Primavera Estate 2025

Da Loewe, delle conchiglie si usa solo l’interno e cioè quell’iridescente madreperla che – pulita, tagliata e applicata a mano – produce il minidress Mother of Pearl e cioè un capolavoro di artigianato dalla silhouette a campana con orlo irrigidito da un’impercettibile struttura interna, feticcio di una moda che cattura, pur non gridando per reclamare attenzione.

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Dries Van Noten Primavera Estate 2025

E se da Dries Van Noten il richiamo marino si esplicita attraverso gioielli, profilature e decorazioni coralline ad invadere anche la mule in mesh, da Schiaparelli va in scena una sinfonia in blu (rafforzata da un background che pare un fondale) di seducenti sirene che vestono set in maglia e borse hobo brillanti di marittimi degradé, drappeggiati chiffon bodycon dotati di lunga treccia a terminare in impalpabile coda, o long dress di paillettes liquide che sono femminilità sea-chic da passerella.

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Courtesy of Schiaparelli
Schiaparelli Primavera Estate 2025

D’altronde, Richard Martin, storico dell’arte e curatore della mostra dell’’87 Fashion and Surrealism, scrisse che “Il surrealismo è un’arte della profondità, non soltanto psicologica e intellettuale, ma anche reale, nella vita marina e acquatica”. Infine, è decisamente concreto il gancio marino portato in passerella a Parigi da Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood che – più che ammiccare alla femminilità di Veneri nate dalla spuma del mare e nonostante le collane-orecchini fitti di perle e conchiglie – declina in pedana catene e nodi da ormeggio in omaggio al capitano Paul Watson, fondatore di Sea Shepard, ambientalista e attivista per la salvaguardia degli oceani, oggi in arresto e a rischio di estradizione per le sue campagne contro la caccia alle balene nell’Antartico.

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Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood Primavera Estate 2025

“Se l’oceano muore, noi moriamo!”, è il mantra dell’amico della maison che oggi, con quel fare coraggioso e battagliero che è nel suo DNA, manda un’accorata call to action a liberazione del capitano. E la suggestione marina è affare da Sirenetta punk che si batte per Madre Natura. Sì, anche attraverso un doppio giro di perle e conchiglie, o un nodo da ormeggio della frivola moda…

GLI ESSENZIALI
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