Breve storia delle friulane, le babbucce più chic di tutte dalle origini antichissime
E 10 consigli di styling direttamente dallo street style per indossarle quest'estate

Friulane o furlane. Scarpets o babusse. Né mocassini, né ballerine, né pantofole: babbucce di valore (radical) chic, prima povere poi glam. Da Piedàterre, a Venezia, c’è la fila, da Gallo, a Milano, pure. Le sdogana l’inarrivabile Kate (Moss), e prima ancora il super sexy Tom Ford che, nei Novanta, chiude il défilé Gucci rimpiazzando gli adorati loafers con elegante velluto.
La storia delle friulane
Per le donne del Friuli dell’Ottocento, sono le scarpe della domenica, quelle umili ma confezionate con amore e perizia, da indossare il dì di festa; andando a messa o convolando a nozze. Per loro, all’epoca, sono l’alternativa “lussuosa” al tradizionale zoccolo da lavoro. Per noi, oggi, un primo esempio di quel riuso creativo che tanto va. Nel XIX secolo si realizzano così; con i vecchi copertoni di biciclette a fare da suola, sacchi di juta per grano e sementi a fungere da fodera interna e scampoli di tessuto per la tomaia. Semplici? Mica tanto, se è vero che ogni zona, se non perfino famiglia, vanta la propria peculiare friulana, distinguibile da un ricamo, una cucitura, un decoro o, addirittura, dalla forma della punta, ad arricchire l’inventario di una tradizione cui, nel 2023, giurano fedeltà anche le irriducibili del tacco 12. Perché sono associate a Venezia, pur avendo una genesi tra le campagne e i monti del Friuli Venezia Giulia? Perché arrivano anche lì, nel mare della Serenissima, dove le usano i gondolieri del primo dopoguerra, sfruttando la gomma antiscivolo della suola che, per di più, non danneggia il pregiato legno delle imbarcazioni. Come per ogni storia antica poi, anche quella delle friulane cela l’aneddoto leggendario: pare infatti, che le babbucce (pardon, babusse) dei barcaioli veneti, arrivino dritte dritte negli ambienti aristocratici perché funzionali al “passo felpato”. Nelle stanze segrete dell’amante si va ma, noblesse oblige, in religioso silenzio, con scarpette poco rumorose, pena l’acchiappo in “flagranza di reato”. Invariate nei decenni, arrivano a noi oggi con le medesime caratteristiche che ne decretarono un tempo il successo e piacciono proprio per quella foggia inossidabile, esempio di minuzioso artigianato, da secoli immutato.
Le friulane oggi, le scarpe di tendenza dell'estate
E poi c’è da dire che incarnano (anche) lo spirito modaiolo del tempo: sono genderless e ultra pratiche, comodissime eppure sofisticate, popolari ma di nicchia, con quel fascino deluxe esaltato dai velluti intensi con cui spesso vengono realizzate. Le superstar, nostrane e non, ne vanno matte: oltre ai già citati Kate Moss e Tom Ford, ne possiedono almeno un paio anche Katie Holmes e Beatrice Borromeo e “Re Giorgio” - sì proprio lui- giura di usarle dentro e fuori casa. Sono amatissime, ça va sans dire, anche dallo street style che, come sempre, offre validi suggerimenti alla mise perfetta. Anche con le furlane. Fare scroll down per credere.
Il blazer nero di Micaela Ramazzotti a Venezia 82
La minigonna bianca di Federica Pellegrini
Il look di Cristiana Capotondi a Venezia 82
Il maglione a righe di Lorella Cuccarini