Nei suoi primi giorni da presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha approvato una serie di ordini esecutivi e decreti molto graditi dall'ala ultra conservatrice del suo partito repubblicano. Trump ha, infatti, cancellato tutte le politiche federali in materia di Diversity, Equity e Inclusion (Dei) in atto nell’organico del governo federale (iniziativa subito emulata da Marc Zuckerberg che, dopo l’eliminazione del fact checking nei social di Meta, ha annunciato anche questa manovra), e vietato alle ragazze e alle donne trans di competere nelle squadre sportive femminili.

Fin dalla campagna elettorale, il tycoon aveva manifestato di voler limitare i diritti delle persone trans negli Stati Uniti, e nel discorso di insediamento aveva ribadito che dalla sua presidenza in poi in Usa sarebbero tornati ad esistere "solo due generi " . E proprio per questo ha firmato diversi ordini esecutivi con cui ha chiesto a tutte le agenzie federali statunitensi di riconoscere soltanto il genere maschile e quello femminile nei documenti, nei contratti e anche nelle politiche come quelle sulla divisione dei detenuti nelle prigioni federali. Il presidente ha citato anche le Olimpiadi che si terranno nel 2028 a Los Angeles dicendo che la sua amministrazione "non resterà a guardare mentre gli uomini battono le atlete", e che respingerà "tutte le domande di visto presentate da uomini che tentano di entrare negli Stati Uniti in modo fraudolento, identificandosi come atlete".

Il suo è un discorso demagogico, che fa leva su luoghi comuni, mentre a livello di letteratura scientifica non è stato ancora stabilito in che misura le donne trans - a cui è stato assegnato il sesso maschile alla nascita e che hanno poi effettuato la transizione - possano avere un vantaggio a livello fisico e quindi sportivo. Esistono dei parametri (basati sul livello di testosterone) che vengono adottati dalle diverse federazioni e dal Comitato Olimpico, ma il tema continua a essere dibattuto.

Donald Trump, tuttavia, non la sta mettendo sul piano del dibattito, ma su quello dell'attacco, e al dialogo preferisce senza dubbio portare avanti un atteggiamento discriminatorio.

Con il nuovo ordine esecutivo da lui approvato, mira ad escludere senza distinzione tutte le atlete trans ad ogni livello, anche scolastico. Il provvedimento, infatti impone che il Titolo IX, ossia la legge federale che vieta la discriminazione sessuale nelle scuole, venga interpretato come un divieto di partecipazione delle ragazze trans agli sport femminili (la National Collegiate Athletics Association stima siano solo una decina, in realtà). Verranno quindi tolti i finanziamenti federali alle scuole che non si adegueranno costringendo le alunne trans a gareggiare con i ragazzi o con squadre miste.

L'opposizione del distretto scolastico di Philadelphia

Ma c'è chi a tutto questo ha deciso di ribellarsi. Secondo quanto riportato dal Philadelphia Inquirer, il distretto scolastico di Philadelphia ignorerà la norma che impone alle scuole di vietare agli atleti transgender di partecipare ad attività sportive che corrispondono alla loro identità di genere.

Il distretto scolastico, come ha affermato una portavoce, Christina Clark, in una dichiarazione rilasciata martedì 25 febbraio all'Inquirer, "si impegna a garantire sicurezza, equità e giustizia per tutti gli studenti, indipendentemente dall'identità di genere o dall'espressione di genere, in modo che possano immaginare e realizzare qualsiasi futuro desiderino". "Il distretto - si legge nella nota- continuerà ad allineare le sue pratiche per supportare i suoi studenti LGBTQ+ in conformità con la politica del consiglio 252 per gli studenti transgender e non conformi al genere".

La decisione del distretto arriva dopo che la Pennsylvania Interscholastic Athletic Association (PIAA) ha approvato una revisione per rimuovere proprio la sua politica transgender visto il sopra citato ordine esecutivo di Donald Trump denominato Keeping Men Out of Women's Sports. Prima dell'emendamento, il manuale PIAA includeva una politica transgender di una sola frase: "Quando il genere di uno studente è messo in dubbio o incerto, la decisione del preside in merito al genere dello studente sarà accettata dalla PIAA".

Inoltre, il decreto Trump ha modificato il suo linguaggio, non chiedendo più alle scuole di determinare il genere degli studenti, ma solo il loro sesso. Ma la differenza tra sesso e genere è ormai conosciuta e consolidata non solo nel mondo politico e sociale ma anche in quello scientifico.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (da cui Trump ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti con un altro ordine esecutivo) spiega chiaramente la differenza: il genere è un costrutto sociale e include le norme, i comportamenti e i ruoli associati all’essere donna e uomo; il sesso fa riferimento alle caratteristiche biologiche, sessuali e cromosomiche di una persona; e poi c’è l’identità di genere, che è l’esperienza intima e personale del proprio genere e che può o meno corrispondere al sesso assegnato alla nascita.

Non solo il genere e l’identità di genere, ma anche il sesso non è binario: pensiamo alle persone intersex, le cui caratteristiche del sesso naturalmente non rientrano in quelle della categoria maschile o femminile. In questo contesto, la decisione del distretto scolastico di Philadelphia di continuare a garantire la libertà agli atleti transgender è un segnale positivo di resistenza per quelle stesse persone trans, i cui diritti sono stati duramente violati a seguito dell'ordine esecutivo di Trump.

Philadelphia, d'altronde, è stata una delle prime città ad adottare politiche progressiste nei confronti delle problematiche transgender, votando nel 2016 per consentire agli studenti di usare pronomi preferiti, di usare bagni e di praticare sport che corrispondano alla loro identità di genere. Intanto, molte associazioni LGBTQIA+ americane hanno espresso sia la loro preoccupazione per il futuro che la loro vicinanza alle persone trans, diventate un bersaglio di odio da parte della politica. The Trevor Project, organizzazione americana che si occupa di prevenzione del suicidio tra le persone giovani LGBTQIA+, ha definito il provvedimento come un tentativo “di cancellare e mettere in discussione la validità di ciò che siamo”, e ha aggiunto che rimarranno “saldi nella continua lotta per proteggere le persone giovani trans e non binarie e prevenire il suicidio tra i giovani LGBTQIA+”.