L’elisir di lunga vita non esiste. Ma forse, grazie ad alcune pratiche di benessere, lo si può blandire. Anche perché l’Italia, ormai lo sappiamo, è uno dei Paesi più longevi al mondo, dove non solo l’aspettativa di vita è alta, ma sono ritardate rispetto a molti altri Paesi europei scelte esistenziali cruciali come sposarsi o fare un figlio. Insomma, nel gene degli italiani pare esserci la voglia di non arrendersi al tempo che passa, e la tendenza a vivere al massimo anche anni considerati meno propizi per energiche attività fisiche e mentali.

Il 28 maggio, alla Borsa di Milano, si tiene il primo Longevity Economic Forum di UniCredit, in cui si parlerà di longevità affrontando temi come finanza, tecnologia, impatto sociale, scienza e medicina. Tra i medici europei più ferrati su questo argomento c’è Damiano Galimberti, specialista in Scienze dell’Alimentazione e fondatore dell’Associazione Medici Italiani Anti-Aging, una realtà che si occupa di ricerca e divulgazione nel campo della prevenzione e dell’invecchiamento.

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Galimberti ha già pubblicato diversi testi sull’argomento, e l’ultimissimo in ordine di tempo è Longevi sani e felici (HarperCollins), che fa il punto sugli stili di vita e sulle abitudini per vivere più a lungo in salute. Con un linguaggio facile, informale ed esplicativo, Galimberti racconta che «l’invecchiamento è un evento naturale e fisiologico che tuttavia, proprio per la sua stessa natura, puoi entro certi limiti invalicabili cercare di controllare, modificare e modulare. Devi diventare il protagonista, l’arbitro di te stesso, dove il medico diventa il tuo supporter, il guardalinee che aiuta te – l’arbitro – nel controllare la partita della tua vita».

Il libro è diviso in sei sezioni, in cui si approfondiscono le tematiche che stanno dietro a un buono o a un cattivo invecchiamento, si fornisce un ventaglio di conoscenze sui marcatori del processo di aging, si offre una panoramica sulle strategie (dall’alimentazione al movimento, dalle emozioni al rispetto dei bioritmi) per un percorso di sana longevità, ci si addentra tra i cibi specifici da preferire nella ricerca di un equilibrio, si analizza il modello invidiabile dei tanti centenari italiani e, per ultimo, si racconta del biohacking, fronte emergente nella ricerca di lunga vita e approccio globale alla salute e al benessere.

Insomma il successful aging, come viene definito dalla letteratura medico-scientifica internazionale, è possibile, a patto di seguire alcune facili regole che garantiscono la qualità del processo di senescenza. Tra le prime c’è quella che Seneca, filosofo romano, teorizzò già due millenni fa: “Longa est vita, si plena est“, ovvero “La vita è lunga se è piena”. Ergo, per vivere tanto bisogna vivere bene, rendere sereno e desiderabile il tempo. Essere, banalmente, felici.