Vedere Ursula von der Leyen genuflettersi sui dazi a re Donald nel golf resort scozzese di proprietà del presidente americano resterà a lungo una delle scene più umilianti della recente storia europea. Ora possiamo dirlo: non solo l’Unione europea non esiste come istituzione politica, ma si è resa ridicola sia agli occhi di chi ha creduto che ci fosse, sia davanti a chi da decenni la sbertuccia e ne deride le ambizioni. Dazi al 15% per tutti i prodotti europei (e più alti per l’acciaio) significa la resa senza il combattimento.
In questa rubrica avevo auspicato, come tantissimi europei, che l’Ue mostrasse i denti a Washington, minacciando controdazi e facendosi forza del fatto di essere tuttora il mercato più forte e prestigioso al mondo. Nulla di tutto questo è accaduto e adesso, come osserva un’economista autorevole come Lucrezia Reichlin, siamo di fronte a una crisi più grave di quella del debito del 2011.
Perché Ursula ha accettato questa genuflessione? Difficile dirlo. Certo ha pesato l’esempio giapponese, essendosi Tokyo acconciata alle stesse tariffe. Ma i consumatori europei sono 500 milioni, quelli giapponesi quattro volte di meno. E senza di noi i big tech americani entrerebbero in crisi.
Avevamo dunque la possibilità di porre contro-tariffe ai colossi digitali e di ribadire a noi stessi, prima che agli americani, che lo sbilancio commerciale che fa infuriare Trump è frutto della migliore qualità delle nostre merci, non di un’ingiustizia. Invece Von der Leyen ha siglato un accordo che ci costringerà ad acquistare centinaia di miliardi all’anno di gas americano (il cosiddetto shale gas) non solo costosissimo ma anche frutto di tecniche estrattive devastanti per l’ambiente, con tanti saluti alla retorica green di Bruxelles. Per non parlare delle armi, preferite a investimenti su welfare e ricerca.
La sequenza della suddita Ursula a tappetino dal monarca americano, appena rientrato dal suo campo da golf (dove un inserviente, ritratto a sua insaputa da una telecamera, gli ha appena appoggiato la palla vicino alla buca per farlo vincere) resta dunque agli annali. Si spera solo che qualcuno, a Bruxelles, trovi la forza di mandarla a casa.