Nel 2021 uno studio di Inrix dedicato ai flussi di traffico di oltre 100 città e metropoli nel mondo metteva al primo posto Bogotà come la capitale più congestionata al mondo, un primato che la rende anche tra le più inquinate del Sud America. Quello del traffico è un problema annoso che da decenni l'amministrazione ha provato a risolvere con la costruzione della Ciclovía, un percorso di 127 km (79 miglia) di strade, che ogni domenica e in tutti i giorni festivi vengono chiuse alle auto dalle ore sette alle quattordici per consentire ai cittadini di girare in bicicletta, pattini, monopattini o a piedi. La città viene così liberata dai mezzi pesanti e inquinanti per permettere alle famiglie di riprendere possesso dei propri spazi metropolitani.

L'iniziativa green di Bogotà

L'iniziativa di Bogotà, che chiude la città alle macchine una volta a settimana, risale al 15 dicembre 1974, quando venne realizzato il primo progetto di quella che sarebbe diventata la Ciclovìa da parte dell'organizzazione senza scopro di lucro Pro-cicla. L'evento all'epoca coinvolse circa 5mila persone, che protestarono contro la proliferazione di auto, l'aria irrespirabile e la scarsa offerta ricreativa in città. Da allora sono stati fatti importanti passi avanti con la progressiva estensione del percorso fino all'attuale lunghezza. "Ciclovía è davvero bella perché c'è molto più spazio per noi", spiega a The Guardian Oliver Rojas, sette anni, che è in bicicletta con i suoi genitori ed è sconcertato nel sentire che questo progetto innovativo non esiste nel resto del mondo. "Normalmente è davvero fastidioso perché non abbiamo spazio con tutte le auto e le moto. È davvero rumoroso. La domenica, però, è davvero divertente. Riesco a vedere nuove parti della città con la mia famiglia e tutti i miei amici sono fuori, quindi mi imbatto in loro. Ci fermiamo nei grandi parchi. E posso fare dei giri".

Non si tratta soltanto di un tema ambientale, ma di un'iniziativa che ha importanti conseguenze sullo stile di vita di famiglie e bambini, che tutte le settimane possono percorrere le strade in sicurezza, fare sport all'aria aperta e avere un'occasione di ritrovo con parenti e amici. Bogotà, nonostante i suoi oltre 7 milioni di popolazione e un'estensione di 1.500 chilometri quadrati, diventa così una città più a misura d'uomo. "L'impatto di Ciclovía è stato davvero sorprendente", spiega a The Guardian Gil Peñalosa, urbanista canadese che ha promosso l'espansione di Ciclovía quando era nella Commissione per i parchi e le attività ricreative di Bogotá negli anni '90. "Se 40 anni fa avessi chiesto di Bogotá o della Colombia in tutto il mondo, la gente avrebbe detto caffè o droghe. Ora si dice Ciclovía. Deve essere una delle migliori esportazioni del Paese".

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La Ciclovìa di Bogotà.

La Ciclovía funziona davvero?

Il modello in effetti funziona e piace al punto che in media 1,5 milioni di bogotanos alla settimana si servono della Ciclovía. L'idea è stata copiata anche in altre città, come Buenos Aires e Bangalore, che sperano che l'iniziativa possa aiutare a migliorare la qualità dell'aria, la salute mentale e fisica dei cittadini e combattere il cambiamento climatico. "I cambiamenti fisici che Ciclovía ha sulle strade sono limitati a un giorno alla settimana, ma possono cambiare per sempre la percezione che le persone hanno di questi spazi. Permette alle persone di concepire nuovi usi per lo spazio urbano, cambiando i comportamenti delle persone e la loro percezione della città", afferma Sergio Montero, professore di geografia presso l'Università di Toronto Scarborough. "Non credo sia una coincidenza che Bogotá oggi sia la città con il maggior numero di piste ciclabili dell'America Latina".

Alcuni studi locali hanno dimostrato che le persone che usano la Ciclovía hanno il doppio delle probabilità di usare anche una bicicletta durante la settimana e il 58% degli utenti afferma che l'iniziativa li ha motivati ad andare in bicicletta più frequentemente. L'impatto è maggiore per le donne, che sono più scoraggiate dall'andare in bicicletta a causa dei timori per la sicurezza. Mentre solo il 12% delle donne di Bogotá utilizza le piste ciclabili, il 29,9% delle donne utilizza la Ciclovía. Questo permette loro una maggiore inclusione sociale, come sottolinea al giornale britannico Olga Lucia Sarmiento, professoressa presso la Facoltà di Medicina dell'Università delle Ande di Bogotá. "È un fenomeno difficile da studiare, ma credo che Ciclovía abbia fatto sì che un'intera generazione, in particolare le donne, che altrimenti non avrebbero usato una bicicletta, si avvicinassero al ciclismo". L'ennesima dimostrazione che sostenibilità ambientale e sociale sono due condizioni ineliminabili per immaginare un futuro migliore per le nuove generazioni.

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