La stagione delle eco-proteste che restano impunite è finita. Il governo ha appena approvato in via definitiva una nuova legge che prevede multe fino a 60mila euro e carcere per le forme più gravi per tutti coloro che si renderanno responsabili di atti vandalici motivati dalla protesta green in favore del clima. Vernici lavabili sulla facciata del Teatro alla Scala il giorno della prima, farina gettata sulla Bmw M1 decorata da Andy Warhol, esposta alla Fabbrica del Vapore, bombolette spray contro il monumento di Vittorio Emanuele II e persino contro l'albero di Natale di Gucci in Galleria. Sono solo alcuni esempi di eco vandalismo registrati a Milano, una delle città prese maggiormente di mira negli ultimi mesi dagli attivisti di Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, che altrove hanno scelto di sdraiarsi lungo le strade fermando il traffico o di incollarsi alle pareti dei musei dopo avere gettato passate di pomodoro o vernici contro i vetri di celebri capolavori.

the gucci tree vandalized with paint by ultima generazione activists in milanpinterest
NurPhoto//Getty Images

Dopo essere trascinati di peso dalla sicurezza ed essere identificati, i giovani potevano subire il Daspo o una diffida, nulla di più. Adesso il vento è cambiato perché la Camera, dopo che il Senato l'aveva già licenziato a luglio, ha approvato in via definitiva il disegno di legge del governo contro le eco-proteste. "Chi deturpa, danneggia, imbratta un monumento deve risarcire lo Stato per le spese sostenute per ripristinare lo stato dei luoghi" è il contenuto della nuova normativa, sintetizzato dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, promotore della legge che imputa il pagamento dei danni causati direttamente agli autori del gesto. "È bene che non paghino più gli italiani – aggiunge il ministro –, ma chi si rende responsabile degli atti di danneggiamento". "È ora di finirla con opere di immenso valore storico e culturale vandalizzate da social confusi che per chiedere la salvaguardia della bellezza la deturpano. Gente neppure in grado di conoscere l'enorme valore del patrimonio che va a compromettere con gesti insani, lesionistici e autolesionistici" gli fa eco il vicepresidente della Camera di Fratelli d'Italia, Fabio Rampelli.

Nella sostanza, cosa cambia per gli attivisti del clima che si rendono responsabili di gesti eclatanti che danneggiano un bene storico? Il provvedimento prevede multe pesanti, con sanzioni che vanno dai 10 ai 60mila euro, e il rischio di detenzione fino a 5 anni nei casi più gravi. In particolare, chiunque distrugga, disperda, deteriori, renda in tutto o in parte inservibili o non fruibili beni culturali o paesaggistici è punito con una sanzione che va dai 20.000 ai 60.000 euro. Se si arriva ad "un uso pregiudizievole per la conservazione o integrità" di questi beni o a un loro "uso incompatibile con il loro carattere storico o artistico" la sanzione può oscillare da 10.000 a 40.000 euro. La notifica della sanzione deve essere fatta pervenire all'interessato entro 120 giorni dalla commissione del fatto. Se la sanzione verrà pagata entro 30 giorni dalla notifica, sarà ridotta. Tranne per chi si sia già avvalso di questo beneficio negli ultimi 5 anni. I proventi delle sanzioni saranno riassegnati al Ministero della Cultura per il ripristino dei beni danneggiati.

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Alcuni attivisti imbrattano il Teatro alla Scala.

Nei casi più gravi, nel caso in cui si distrugga, disperda, deteriori o renda, in tutto o in parte inservibili beni mobili o immobili durante manifestazioni pubbliche, si rischia da uno a 5 anni. Mentre se il danneggiamento avverrà in musei, pinacoteche o gallerie la reclusione potrà andare da 1 a 6 mesi e la multa potrà essere da 300 a 1.000 euro. "Il principio è elementare, d'ora in poi chi deturpa e danneggia dovrà pagare e di tasca propria, perché non è giusto che a pagare siano i cittadini italiani" sottolinea Sangiuliano, spiegando che "in alcuni casi siamo arrivati fino ai 200mila euro di spesa per ripristinare lo stato dei luoghi. E non è vero che l'uso di sostanze vegetali non lasci dei segni, perché esperti mi dicono che qualche cosa resta sempre". Perché tra eco vandalismo e attivismo ambientale c'è differenza e adesso è chiaro anche davanti alla legge.

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