GIORNO 1, ORE 9 L’illusione è quella di trovarsi in un borgo con i panni stesi ai balconi, i bambini che giocano a pallone e il vociare dei negozianti, la realtà è che intorno a questo piccolo mondo batte il ritmo della metropoli. Barceloneta, l’antico barrio dei pescatori, è la quinta ideale per una colazione a base di café con leche e pa amb tomàquet, pane strofinato di pomodoro. Lo fanno a regola d’arte nella caffetteria del Baluard, panificio-istituzione che dal 1892 prepara baguette bio, croissant ed ensaimadas de Mallorca (baluardbarceloneta.com). Una tranquilla passeggiata sulla spiaggia fino al W Hotel, l’albergo a forma di vela progettato dall’archistar catalano Ricardo Bofill, vi porta al Time Out Market per un secondo caffè o prendere appunti per cena (Moll d’Espanya, 5). La nuova food hall propone il meglio della cucina catalana (Fran López, stella Michelin, serve i piatti delle Terre dell’Ebro), ma anche pizza (la Balmesina per i più scettici) e cocktail futuristi (il Paradiso ha trasformato la città in capitale mondiale della mixologia). Da qui prendete il Teleferico, l’ovovia che dal mare sale fino alla collina del Montjuïc.

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Un dettaglio della facciata di Casa Vicens, una delle prime opere di Antoni Gaudí. Qui a sinistra

ORE 11 Passati i giardini di Joan Brossa, nel verde intenso si staglia l’edificio bianco ottico della Fondazione Mirò, perfetto esempio di Razionalismo mediterraneo. Fu proprio l’artista assieme all’architetto Josep Lluís Sert a scegliere la collina affacciata sulla città per conservare le sue opere. Quest’anno il museo festeggia il 50mo anniversario con temporanee che raccontano la storia della Fondazione (fino al 6/4/2026) e indagano il rapporto di Mirò con i colleghi americani, da Pollock a Rothko (dal 10/10, fmirobcn.org). Accanto c’è un indirizzo poco frequentato dai turisti, scrigno di colori e profumi. Il Jardí Botànic mette in fila specie da tutto il mondo. Tra i must-seen i fichi di Port Jackson con le radici aeree e le lunghe spighe gialle di Banksia (barcelonaturisme.com).

ORE 13 Ricordate le foto dei tuffatori delle Olimpiadi ’92 che si lanciano dal trampolino con la Sagrada Familia sullo sfondo? Sono state scattate nelle piscine municipali del Montjuïc oggi circondate dai tavolini del Salts (saltsmontjuic.com). La pausa pranzo panoramica celebra il rito delle tapas: ensaladilla rusa (insalata russa), pimientos de Padrón, patatas bravas.

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Pausa pranzo con le rituali tapas al Salts, locale bordo piscina di Montjuïc.

ORE 15 Scendete dalla collina e attraversate le strette vie del quartiere di Sants e Les Corts dove librerie e negozi di musica invitano anche i più frettolosi a entrare (La Conxita, in carrer del Vallespir 59, ha vinili da collezione e libri in italiano). La vostra meta è il trecentesco Monestir di Santa Maria de Pedralbes che un tempo ospitava una comunità di clarisse e oggi custodisce un chiostro profumato dagli aranci. Nelle sere d’estate apre le porte per offrire yoga e jam session (nitsdebarcelonapedralbes.com).

ORE 19 Grazie a materie prime sostenibili e di altissima qualità, alla maestria dei suoi chef e alla capacità di innovare, quest’anno la Catalogna si è aggiudicata il titolo di regione mondiale della gastronomia (spain.info). Un invito in più a sedersi a tavola. Due le proposte: da Bistrot Matò si assaggia l’arroz del señorito (riso con i frutti di mare dove tutto è sgusciato e tagliato a pezzettini per essere gustato dal “signorino”); nel cuore del barrio minimal chic Sarrià, al Vivanda, si ordinano cappuccino di zucca con chantilly al bacon e cozze alla marinara. Tutto para compartir.

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Il chiostro del Monastero di Santa Maria de Pedralbes, che d’estate si apre per lezioni di yoga e jam session

GIORNO 2, ORE 8 Vale la pena alzarsi presto per visitare uno dei luoghi simbolo della Catalogna. Il Montserrat, la montagna seghettata, si raggiunge facilmente con il treno R5 dalla stazione di plaça d’Espanya fino a Monistrol e poi a bordo della cremagliera. Il monastero celebra il millenario con uno spettacolo di proiezioni e musica nella basilica dove ascoltare anche il concerto di uno dei cori di voci bianche più antichi d’Europa (ogni giorno alle 13, la domenica alle 12, catalunyaexperience.it). Ma non andatevene senza percorrere uno dei facili sentieri che portano alla base dei picchi dalle forme originali. Portate tortilla e bikini (il panino con prosciutto iberico) per un picnic con vista: se il cielo è terso si possono vedere le Baleari.

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L’ingresso de La Pubilla, locale storico dove gustare il piatto signature, tipico della regione: baccalà alla catalana.

ORE 15 Fate ritorno su passeig de Gracia, la via dello shopping che intervalla i negozi delle griffe con due tesori del Modernismo firmati Gaudí: Casa Battlò e La Pedrera. Le visitano tutti, voi però spingetevi più in là. Nel quartiere di Gracia, il più piccolo e il più vivace di Barcellona, Casa Vicens è il primo progetto importante di Gaudí, in nuce le caratteristiche dello stile del maestro: la facciata è un tripudio di colori, gli interni hanno soffitti decorati con stalattiti e grappoli di datteri (casavicens.org). Le strade intorno sono piene di negozi di design: i gioielli di Minconi & Sala sono ispirati alla natura (minconisala.com), Be The Store vende abiti floreali (bethestore.com), Casa Atlantica rondini di ceramica dalla Galizia (casaatlantica.es).

ORE 19 Regalatevi un calice di bollicine sulla terrazza dell’hotel Casa Fuster che occupa la dimora modernista costruita nel 1908 da Lluís Domènech i Montaner. Il portiere del 5 stelle consiglia di prenotare, ma i local sanno che la coda non è mai lunga per aggiudicarsi un tavolo da cui guardare il sole che si tuffa nel mare alla fine di passeig de Gracia (hotelcasafuster.com). Per la cena basta scendere a terra e fare pochi passi: in settimana l’indirizzo giusto è il Berbena dove lo chef Carles Pérez de Rozas trasforma le materie prime di piccoli produttori in piatti originali (berbenabcn.com), nel weekend La Pubilla propone la sua ricetta signature, il baccalà alla catalana (plaça de la Llibertat, 2).

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La cremagliera che sale al millenario monastero di Montserrat, celebre per la vista spettacolare sulla città e il coro di voci bianche che si può ascoltare un’unica volta al giorno .

ORE 22 Cala la notte, sale la voglia di scoprire l’anima viveur di Barcellona. Per jazz dal vivo e cocktail raffinati andate al Nuts Indulgence Club, un club dove i pezzi di design arrivano dall’Orient Express e dalla Provenza (nutsindulgenceclub.com). In alternativa, passeggiate fino alla Sagrada Familia per vedere “a che punto è”. I lavori dovrebbero finire nel 2026 per il centenario della morte di Gaudí, ma i rumors dicono altro. Del resto il suo grande fascino sta proprio nell’essere in continua trasformazione.