Com’è nata l’idea di Supper Segreta?
Supper Segreta nasce durante il periodo del Covid, un momento in cui entrambe abbiamo deciso di tornare in Puglia. Ci siamo conosciute ed è nata un’amicizia, ma soprattutto ci siamo riconosciute in un bisogno comune: creare connessioni autentiche nella nostra terra, dopo anni vissuti in grandi città e all’estero. Ispirate dal format dei supper club americani, abbiamo dato vita a questo progetto con l’idea di riunire persone sconosciute attorno alla stessa tavola, in un’atmosfera intima, curata e sensoriale. Fin da subito, infatti, Supper Segreta è stata pensata come un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: non solo buon cibo, ma anche bellezza, musica, convivialità e attenzione al dettaglio.
Come nasce una cena “segreta”? Da cosa partite: dallo spazio, da un tema o da un’emozione?
Ogni cena nasce da un mix di elementi: può partire da un’emozione, da un’immagine, da uno spazio che ci ispira o da un tema che sentiamo il bisogno di esplorare. Spesso è la location stessa a suggerirci un’atmosfera o un linguaggio estetico, e da lì si costruisce tutto: la direzione artistica, la mise en place, il menu e la musica. Altre volte, invece, partiamo da un’idea narrativa o sensoriale, e cerchiamo uno spazio che possa accoglierla e valorizzarla. In ogni caso, l’obiettivo è sempre quello di creare un’esperienza coerente e immersiva, che lasci qualcosa di vero a chi partecipa.
Cosa rappresenta per voi il momento del pasto, oltre al cibo?
Il momento del pasto, per noi, è un rito sociale, un’occasione di scambio umano profondo. Il cibo è il pretesto, ma ciò che ci interessa è ciò che accade attorno: le conversazioni, gli sguardi, le connessioni che nascono tra persone che magari fino a pochi minuti prima non si conoscevano. È uno spazio di ascolto e apertura, in cui il tempo rallenta e ci si concede il lusso di essere presenti. In questo senso, la tavola è un luogo di bellezza, ma soprattutto di relazione.
Cosa vi ha attratto di Matera per questa prima edizione lucana?
Eravamo da tempo affascinate dalla Basilicata e dal suo paesaggio così impattante, essenziale, quasi mistico. La scelta di Masseria Fontana di Vite è stata naturale: è uno spazio che unisce eleganza e semplicità, immerso nella natura, ma con un’anima accogliente e autentica. Ci ha conquistate per la sua capacità di dialogare con il paesaggio senza invaderlo, e per l’affinità con il nostro modo di raccontare l’esperienza del convivio. È stato il contesto perfetto per dare vita alla nostra prima Supper lucana.
Supper Segreta è più un rituale, un’opera d’arte o un esperimento sociale?
È tutte queste cose insieme. È un rituale, perché ha una sua liturgia fatta di esperienze, tempi e incontri. È un’opera d’arte, perché ogni evento è un progetto visivo e sensoriale curato nei minimi dettagli. Ma è anche un vero e proprio esperimento sociale, perché ogni volta mettiamo insieme persone diverse, che non si conoscono, e creiamo le condizioni per un incontro autentico.
Cos’è che vi emoziona ancora durante le vostre cene?
Ci emoziona vedere le persone che si aprono, che si raccontano, che si sorprendono. Ci commuove vedere gli ospiti che restano oltre la fine della cena, che si scambiano numeri di telefono, che si ringraziano tra sconosciuti. Ma anche i piccoli imprevisti, i retroscena, le persone che si prestano per aiutarci a sistemare il dietro le quinte.
Un sogno nel cassetto?
Il nostro sogno è quello di portare Supper Segreta in giro per il mondo, creando una community internazionale unita dal desiderio di condividere bellezza, buon cibo e relazioni vere. Abbiamo già fatto esperienze fuori dalla Puglia, anche a New York, e ci piacerebbe espandere ancora di più i confini del progetto. Ovunque ci siano persone curiose, sensibili e aperte, Supper Segreta può trovare casa.