Una location mozzafiato, un menu svelato solo all’ultimo momento, una lista di nomi mantenuta segreta e l’invito criptico a “lasciarsi guidare dal gusto, non dalle aspettative”. Benvenuti a Supper Segreta: più che una cena, un rituale contemporaneo. Una celebrazione del cibo come incontro, come gesto poetico e provocazione sensoriale. A metà strada tra performance, sogno e tavolata condivisa, questo format è nato da due giovani pugliesi che sanno muoversi con passo disinvolto tra estetica e intuizione: Francesca Madaro e Francesca Longo, le menti creative anche dietro il progetto EFFE Studio, una società di consulenza per le strutture ricettive.

A Matera, per la prima edizione in Basilicata, Supper Segreta ha preso vita tra le mura antiche della Masseria Fontana di Vite. Una serata fuori dal tempo, immersa in un altrove sensoriale dove il cibo si fa linguaggio e i gesti raccontano più delle parole. Tra una mise en place organizzata minuziosamente dallo studio di design botanico Blomour, vini naturali dal sapore locale e mani che si sfioravano senza conoscersi, ho capito che Supper Segreta è uno spazio emotivo, prima ancora che gastronomico. Ed è lì, tra chiacchiere nate per caso e sguardi curiosi, che ho incontrato le due founder del progetto, mente e cuore dietro questo format da poco più di un anno. Una conversazione nata tra una portata e l’altra, che oggi vi riporto per scoprire cosa succede davvero quando si organizza una “cena segreta”.

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Courtesy press office
L'edizione lucana di Supper Segreta a Masseria Fontana di Vite a Matera

Com’è nata l’idea di Supper Segreta?

Supper Segreta nasce durante il periodo del Covid, un momento in cui entrambe abbiamo deciso di tornare in Puglia. Ci siamo conosciute ed è nata un’amicizia, ma soprattutto ci siamo riconosciute in un bisogno comune: creare connessioni autentiche nella nostra terra, dopo anni vissuti in grandi città e all’estero. Ispirate dal format dei supper club americani, abbiamo dato vita a questo progetto con l’idea di riunire persone sconosciute attorno alla stessa tavola, in un’atmosfera intima, curata e sensoriale. Fin da subito, infatti, Supper Segreta è stata pensata come un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: non solo buon cibo, ma anche bellezza, musica, convivialità e attenzione al dettaglio.

Come nasce una cena “segreta”? Da cosa partite: dallo spazio, da un tema o da un’emozione?

Ogni cena nasce da un mix di elementi: può partire da un’emozione, da un’immagine, da uno spazio che ci ispira o da un tema che sentiamo il bisogno di esplorare. Spesso è la location stessa a suggerirci un’atmosfera o un linguaggio estetico, e da lì si costruisce tutto: la direzione artistica, la mise en place, il menu e la musica. Altre volte, invece, partiamo da un’idea narrativa o sensoriale, e cerchiamo uno spazio che possa accoglierla e valorizzarla. In ogni caso, l’obiettivo è sempre quello di creare un’esperienza coerente e immersiva, che lasci qualcosa di vero a chi partecipa.

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La mise en place scelta per l’edizione lucana di Supper Segreta

Cosa rappresenta per voi il momento del pasto, oltre al cibo?

Il momento del pasto, per noi, è un rito sociale, un’occasione di scambio umano profondo. Il cibo è il pretesto, ma ciò che ci interessa è ciò che accade attorno: le conversazioni, gli sguardi, le connessioni che nascono tra persone che magari fino a pochi minuti prima non si conoscevano. È uno spazio di ascolto e apertura, in cui il tempo rallenta e ci si concede il lusso di essere presenti. In questo senso, la tavola è un luogo di bellezza, ma soprattutto di relazione.

Cosa vi ha attratto di Matera per questa prima edizione lucana?

Eravamo da tempo affascinate dalla Basilicata e dal suo paesaggio così impattante, essenziale, quasi mistico. La scelta di Masseria Fontana di Vite è stata naturale: è uno spazio che unisce eleganza e semplicità, immerso nella natura, ma con un’anima accogliente e autentica. Ci ha conquistate per la sua capacità di dialogare con il paesaggio senza invaderlo, e per l’affinità con il nostro modo di raccontare l’esperienza del convivio. È stato il contesto perfetto per dare vita alla nostra prima Supper lucana.

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L’allestimento con l’anguria dell’azienda lucana Op Primo Sole

Supper Segreta è più un rituale, un’opera d’arte o un esperimento sociale?

È tutte queste cose insieme. È un rituale, perché ha una sua liturgia fatta di esperienze, tempi e incontri. È un’opera d’arte, perché ogni evento è un progetto visivo e sensoriale curato nei minimi dettagli. Ma è anche un vero e proprio esperimento sociale, perché ogni volta mettiamo insieme persone diverse, che non si conoscono, e creiamo le condizioni per un incontro autentico.

Cos’è che vi emoziona ancora durante le vostre cene?

Ci emoziona vedere le persone che si aprono, che si raccontano, che si sorprendono. Ci commuove vedere gli ospiti che restano oltre la fine della cena, che si scambiano numeri di telefono, che si ringraziano tra sconosciuti. Ma anche i piccoli imprevisti, i retroscena, le persone che si prestano per aiutarci a sistemare il dietro le quinte.

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L’esibizione canora di Sarah Bongermino per l’edizione lucana di Supper Segreta a Masseria Fontana di Vite

Un sogno nel cassetto?

Il nostro sogno è quello di portare Supper Segreta in giro per il mondo, creando una community internazionale unita dal desiderio di condividere bellezza, buon cibo e relazioni vere. Abbiamo già fatto esperienze fuori dalla Puglia, anche a New York, e ci piacerebbe espandere ancora di più i confini del progetto. Ovunque ci siano persone curiose, sensibili e aperte, Supper Segreta può trovare casa.