Dici Lido di Venezia e subito pensi al cinema, ma c'è molto da raccontare su questa lingua di terra sospesa tra mare e una natura unica, impreziosita dagli interventi dell'uomo che, nel corso dei secoli, l'hanno resa un vero e proprio gioiello. Fin dall'epoca romana sorgeva infatti qui un nucleo abitato - chiamato borgo di Malamocco - che fungeva da porto alla vicina città di Padova. Luogo nevralgico durante l'età medievale, dato che da qui partivano i Crociati diretti in Oriente, nel corso del secoli ha visto vari insediamenti urbani, ma l'isola è stata soprattutto usata per esercitazioni militari e come luogo di controllo e difesa dalle minacce provenienti dal mare. Nel XII secolo venne infatti edificato il forte di San Nicolò dove vi era la caserma dei Fanti da Mar, una delle più antiche fanteria di marina della storia.
La nascita del mito del Lido
È però nell'Ottocento che il Lido di Venezia comincia ad acquistare la sua fama non solo come avamposto difensivo, ma anche come luogo di grande fascino, storico e naturalistico. Fino a circa metà Ottocento l'isola era infatti un'area campestre coltivata ad orti, dove vivevano una manciata di persone. Anche per questo fu molto apprezzata da poeti e scrittori, che la scelsero come meta o residenza: da Goethe a Lord Byron e Thomas Mann. Solo alla fine dell'Ottocento, il Lido di Venezia si affermò come la meta balneare più ambita d’Italia ed una delle più ricercate al mondo: qui, i nomi più blasonati d'Europa, nonché la ricca borghesia e il jet set internazionale venivano a trascorrere le vacanze. Per far fronte al nuovo status dell'isola e per venire incontro alle esigenze dei visitatori, nel 1872 nasce la Società Civile Bagni Lido e viene istituito un sistema di collegamento di vaporetti tra la stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia e il Lido.
Nasceva così il mito del Lido di Venezia, meta ambita per ricchi e aristocratici, ma anche occasione d'oro per i veneziani di trasformare quel pezzo di terra poco abitata in qualcosa che potesse fruttare molto in termini economici.
All'inizio del Novecento fu avviata la costruzione di grandi alberghi come l'Hotel des Bains (1900) e l'Hotel Excelsior (1908), ma è negli anni della Belle Epoque che il Lido di Venezia raddoppia la sua capacità ricettiva, trasformandosi in stazione balneare internazionale e riempiendosi di edifici in stile Liberty, che ancora oggi lo caratterizzano: villa Romanelli, villa Monplaisir, i villini Papadopoli, ma anche il Gran Hotel Ausonia & Hungaria, giudicato una delle più importanti testimonianze dello stile liberty in Europa.
Tra architettura liberty e icone culturali
In questi anni, viene costruito il mitico Lion's Bar, un caffè storico (oggi aperto solo durante la Mostra del cinema) nato negli anni Venti per iniziativa degli artisti della Fondazione Bevilaqua La Masa come spazio espositivo. Non è più solo il Lido di Venezia, ma l'isola d'oro, un luogo magico, una gemma architettonica incastonata tra le dune bianchissime e il mare azzurro dell'Adriatico. Negli anni Trenta, grazie al forno appoggio delle autorità fasciste, quella che era conosciuta come Esposizione Internazionale d'Arte Cinematografica si trasformò in Mostra del Cinema di Venezia. E il resto è storia.