Il cibo in movimento, si sa, è antico quanto il mondo. Poi, sono arrivati loro, i food truck, rivoluzione culturale e gastronomica che ha trasformato il modo in cui percepiamo lo street food e l'esperienza culinaria urbana, rendendo itineranti piatti gourmet, ricette tradizionali o sperimentazioni avanguardistiche. Una prospettiva diversa, democratica e inclusiva. Con loro il cibo diventa globetrotter, ma non solo: i food truck raccontano storie di resilienza e imprenditorialità, di piccoli sogni che scalano le complessità del mercato tradizionale. Di sostenibilità, minimizzando sprechi e promuovendo ingredienti locali. Di trasformazione dello spazio urbano, che diventa luogo di degustazione ma soprattutto d'incontro. In Italia, per esempio, dal 2014 lo Streeat Food Truck Festival (streeatfoodtruckfestival.it) porta nel cuore delle città e dei festival i migliori food truck, selezionando le piccole realtà che utilizzano prodotti d'eccellenza, per promuovere la cultura enogastronomica su ruote. Un movimento foodie e culturale che sfida e ridefinisce i confini tradizionali del cibo e della convivialità. Ma anche icone pop itineranti che fondono creatività e design, una tendenza West Coast diventata globale.

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Dalla bakery americana alla pizza più inclusiva che ci sia, quello dei food truck è un movimento che ridefinisce i confini tradizionali del cibo e della convivialità.

Per esempio, si ispira alle bakery americane Dalila’s Street Bakery, regno delle crêpes, dei brownies e delle maxi ciambelle, il sogno tutto italiano di Dalila e Matteo, che viaggia su tre mezzi dal mood super vintage per "diffondere dolcezza": René, un furgoncino vintage Renault Estafette del 1977, Miss Baky, una roulotte Hobby Caravan direttamente dagli anni '70, trasformata e riadattata a rimorchio food truck, e Donut-A, la roulotte che appartiene alla generazione Z. È ancora una piccola roulotte vintage la casa su due ruote di La Polpetteria, nata dal desiderio di tornare a cucinare il piatto più antico e versatile che lega ricette e case di tutto il mondo, rendendo itinerante un'esperienza gastronomica e culturale in un'ottica gourmet. Sulla sua roulottina colorata la polpetta viene infatti proposta sia nella versione più classica - quella della nonna, con carne e sugo al pomodoro - sia come "contenitore" di sapori e tipicità.

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Van, furgoni, roulotte vintage ed airstream: icone pop che fondono creatività e design, una tendenza West Coast diventata globale.

Sono anche storie di scelte di vita e di amore per il territorio quelle che si nascondono dietro ai food truck: Pantura-Storie di cibo, per esempio, è una cucina itinerante su ruote nata grazie alla creatività e la passione di due giovani altamurani, Francesco e Saverio, che alla professione di avvocato hanno preferito la strada e la passione per il cibo genuino delle origini, in primis il buon pane pugliese e l'olio. Partiti nel 2015 con una bici nel centro di Milano, grigliando il pane e farcendolo con quello che gli veniva in mente, oggi girano l'Italia con tre foodtruck dal mood vintage. Pure Camugin racconta una storia a bordo di un’Ape Piaggio trasformata in sciamadda genovese: nato dall’idea dei genovesi Gianluca e Federica Pezzotti, fratello e sorella appassionati di cucina, e dello chef Riccardo Nobile, Camugin tra acciughe e panissa fritte, fugassette e fish&chips alla ligure vuole far vivere tutto l'anno e ovunque lo spirito e i sapori della Sagra del Pesce di Camogli.

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Viaggia su quattro ruote anche il sogno di PizzAut (pizzaut.it), a dimostrare che la rivoluzione gentile del cibo in movimento aumenta la possibilità di lavoro e permette di superare le barriere geografiche. Dalle due pizzerie (a Cassina de' Pecchi, nel Milanese, e a Monza) nate per favorire l'inclusione sociale dei ragazzi con autismo allo street food il passo è breve e l'idea geniale: l'obiettivo del progetto è una flotta di PizzAutoBus, 100 food truck con a bordo 5 ragazzi e ragazze, per un totale di 500 posti di lavoro a tempo indeterminato da qui al 2034. Nulla nasce a caso, ed è una bella storia: era stato proprio un food truck durante la pandemia a portare i ragazzi (e le pizze!) di PizzAut nelle strade e nelle piazze, un simbolo di resilienza nato come spin off della prima pizzeria in Europa gestita da ragazzi autistici, la cui apertura era stata bloccata dal Covid.

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Lo spirito nomade del cibo però non conosce confini e oltre l'on the road sbarca sull'acqua: come il Barchino dei Gelati di Alfio Boschi, nato quasi per gioco nel 2015 e diventato un simbolo dell'estate di Ponza. Oggi con una flotta di sei imbarcazioni operative anche a Palmarola, Procida e lungo la Costiera Amalfitana è il bar-gelateria tra le onde che porta ai bagnanti gelati, caffè e bibite fresche, una vera istituzione. Punta invece sulla "merenda del pescatore" il gozzo-cucina Pesce Pazzo della Cooperativa pescatori San Fortunato di Camogli: un cono di gustoso fritto misto di paranza cotto direttamente in barca, da gustare passeggiando al porticciolo di Camogli. E ancora, è un vero picnic galleggiante e itinerante quello proposto dal ristorante Piccolo Lago di Verbania (piccololago.it) a bordo della sua Barchetta Gourmet: si naviga in autonomia sulle pulitissime acque del lago di Mergozzo, circondato dalle montagne e frequentato solo da barche senza motore - a remi o elettriche - e, quando scatta la fame, si gusta il menù preparato dagli chef del Piccolo Lago, pensato per esaltare le materie prime del territorio.

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Ma il food truck è anche territorio di contaminazione culturale, per esempio tra il mondo del cibo e l'universo fashion. Come è successo di recente a Sydney, dove il brand spagnolo Loewe ha celebrato l'apertura del suo flagship store con una collaborazione con la celebre gelateria australiana Gelato Messina, che ha creato per l'occasione un gelato esclusivo - cioccolato fondente e barbabietola - ispirato alle nuove profumazioni per la casa firmate Loewe. Un food truck rosso ha distribuito le coppette di gelato gratuitamente, per far vivere un'autentica esperienza sensoriale. Itinerante, naturalmente.